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Vienna, Auschwitz e Bratislava on the road

Cinque giorni di tour in Mitteleuropa, alla scoperta delle capitali più vicine d’Europa, Vienna e Bratislava e un importante luogo della memoria, il campo di concentramento di Auschwitz.

Questo è il racconto di un viaggio breve ma molto intenso, un giro in auto nell’Europa centrale che ha toccato Vienna, Auschwitz e Bratislava. Oltre 2.500 km percorsi in 5 giorni, durante le vacanze di Pasqua, insieme ai miei genitori.

L’idea è partita dal desiderio di mio papà di visitare il campo di concentramento. Essendo un po’ tardi per prenotare dei voli abbiamo costruito un tour piuttosto insolito che ci ha permesso di ammirare due meravigliose città, incantevoli paesaggi e scoprire nuovi sapori.

Giorno 1 e 2: Vienna, sulle tracce di Sissi

Il nostro tour tra Vienna, Auschwitz e Bratislava inizia con una partenza prima dell’alba e dopo un viaggio lungo ma tranquillo giungiamo in un Vienna assolata verso mezzogiorno. Dopo un piccolo inconveniente con l’albergo – catena giusta, hotel sbagliato! – troviamo quello giusto, facciamo il check-in e siamo pronti a esplorare la città.

Avendo appena scoperto dell’esistenza dei mercatini di Pasqua, la nostra prima tappa è piazza Freyung, dove facciamo un giro tra le casette di legno addobbate con uova e fiori, e pranziamo con un tipico wurstel.

Vienna: mercatino pasquale con uova colorate.
Tripudio di uova al mercatino di Pasqua di Freyung

Il pomeriggio lo dedichiamo all’Hofburg, il maestoso ex-palazzo imperiale che racchiude diversi musei. Noi visitamo il Sisi Museum, gli Appartamenti Imperiali e il Museo dell’Argenteria. Il primo racconta la storia della famosissima imperatrice, cercando di svelare la storia dietro al mito. Quello che ne emerge è la figura di una donna moderna e indipendente, fin troppo per l’epoca, e per questo non così amata dal popolo fintanto che era in vita. Il mito nascerà solo dopo la sua morte, complici anche i famosi film con Romy Schneider.

Gli appartamenti imperiali sono molto affascinanti, conservano quasi intatti i mobili e le suppellettili di quando erano abitati dall’imperatore Francesco Giuseppe e da Sissi, tra i dettagli che colpiscono ci sono sicuramente gli attrezzi da ginnastica nel bagno dell’imperatrice!

Vienna - Ingresso palazzo imperiale
Il maestoso ingresso dell’Hofburg

Prima di rientrare in albergo abbiamo anche il tempo di entrare nel magnifico Duomo di Santo Stefano. Purtroppo non possiamo visitarlo perché si sta svolgendo una messa, ma riusciamo comunque ad ammirarne la maestosità!

Il secondo giorno il sole ci abbandona, ma non ci scoraggiamo. La mattina visitiamo il meraviglioso Schloss Schönbrunn con le sue ricche stanze, gli enormi giardini e un carinissimo mercatino di Pasqua allestito nel cortile.

Vista del palazzo di Schonbrunn dal giardino
Il palazzo di Schönbrunn, residenza estiva degli Asburgo

Pranziamo al Nashmarkt, un mercato semi-coperto con tante bancarelle di frutta, spezie, carne e diversi bar-ristoranti. Il clima non è dalla nostra parte, e con la pioggia e un po’ di freddo siamo costretti a dedicarci ad attività al chiuso. Visitiamo quindi la Cripta dei Cappuccini, dove riposano i membri della famiglia reale asburgica, tra cui ovviamente anche Sissi. Andiamo poi allo Schloss Belvedere, per ammirare la sua ampia collezione di arte austriaca e soprattutto le opere di Klimt, tra cui Il Bacio.

In serata, ceniamo in uno dei più antichi ristoranti viennesi, Griechenbeisl, dove oltre ad assaggiare ottimi piatti tipici, su tutti la Wiener Schnitzel, ammiriamo anche le foto e le firme dei personaggi famosi che sono passati di lì, da Mark Twain a Mozart passando per Johnny Cash e Pavarotti.

Wiener Schnitzel, la cotoletta viennese
Non si può andare a Vienna senza assaggiare una Wiener Schnitzel!

Dopo un’ultima passeggiata nel centro, rientriamo in albergo. Il nostro breve soggiorno a Vienna è già terminato.. domani ci aspetta un lungo viaggio verso la Polonia.

Giorno 3: Oświęcim (Auschwitz), faccia a faccia con l’orrore

La tappa di oggi è la meta principale del viaggio, come vi dicevo, il motivo principale per cui ho organizzato questo tour tra Vienna, Aushwitz e Bratislava. Partendo da Vienna alle nove e dopo aver attraversato la Repubblica Ceca arriviamo ad Oświęcim verso l’una. Oświęcim è il nome originale della cittadina divenuta però famosa in tutto il mondo con il suo nome tedesco: Auschwitz.

Ci rechiamo subito al centro informazioni del Museo di Auschwitz-Birkenau per prendere i pass per la visita individuale del museo che otteniamo per le 16.30. Iniziamo quindi la nostra visita dal campo Auschwitz 2 – Birkenau che invece ha accesso libero. (Scriverò a breve un post dedicato con info dettagliate sul museo e le modalità di accesso)

Ingresso del campo di concentramento di Auschwitz 2-Birkenau
L’ingresso del campo di concentramento Auschwitz 2 – Birkenau

Non bastano le letture, i film o i documentari a prepararti a quello che ci si trova davanti. Birkenau è una distesa immensa, tra le baracche ancora in piedi e quelle bruciate, lo spazio occupato dal campo sembra infinito.

I binari che attraversano il campo sono lì a ricordare gli uomini e le donne arrivati qui da tutta Europa. E se dei forni crematori restano soprattutto le rovine, ciò che colpisce sono gli interni delle baracche, quelle assi di legno che fungevano da letti, gli spazi asfissianti e la poca luce.

Dopo Birkenau torniamo al campo principale e varchiamo la famigerata scritta “Arbet Macht Frei”. Se a Birkenau si osservano soprattutto gli esterni e si rimane impressionati dalla vastità del campo, ad Aushwitz 1 è invece la storia raccontata nell’esposizione museale a lasciare il segno.

Ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, con la scritta Arbeit Macht Frei
Il famigerato ingresso del campo di concentramento di Auschwitz

La maggior parte delle baracche sono infatti state convertite in spazi espositivi che raccontano le vicende del campo e delle deportazioni. È difficile descrivere quello che si prova di fronte agli oggetti che venivano tolti ai prigionieri o alle foto; l’orrore che ti appare davanti agli occhi nonostante ne hai letto molte volte continua ad apparire impossibile.

Finiamo la visita verso le sette, quando il campo sta per chiudere e rientriamo al nostro albergo che si trova proprio di fronte. Dopo una visita così intensa tutto quello che si può fare è una cena tranquilla e poi prendersi un po’ di tempo per metabolizzare quello che si è osservato.

Giorno 4: Bratislava, tra antico e moderno

Prima di ripartire, andiamo a dare un’occhiata al centro storico della cittadina di Oświęcim che si sviluppa attorno a una bella piazza e ci dirigiamo quindi verso Brastislava.

Attraversando tutta la Slovacchia giungiamo verso l’ora di pranzo nella sua capitale. Avendo solo un pomeriggio a disposizione seguiamo il suggerimento dell’addetta alla reception dell’hotel e prenotiamo un tour di un’ora con un minibus e audioguida che ci porta a vedere i principali monumenti della città.
In genere non amo questo tipo di attività turistica ma, con il poco tempo a disposizione, è stata comunque una buona idea. Il mini-bus fa anche una sosta di 20 minuti al castello ed è quindi un modo diverso e pratico per arrivarci.

Castello bianco
Il Castello di Bratislava, da qui si gode una bellissima vista su tutta la città

Il giro è interessante, attraversiamo le vie fuori dalla città vecchia, ammiriamo chiese, palazzi antichi ed edifici di chiaro stampo comunista, come la piramide rovesciata, sede della Radio o il ponte Novy Most, in cima al quale svetta un ristorante, detto UFO. Al castello abbiamo tempo di ammirare il bellissimo panorama e fare qualche foto.

Il ponte Novy Most sul Danubio e il ristorante UFO

Finito il tour, ci addentriamo tra le incantevoli stradine della città vecchia, entriamo nel Duomo, facciamo merenda vicino alla Porta di San Michele e poi usciamo dal centro per vedere la famosa Chiesa Blu.

Infine, per cena scegliamo lo Slovak Pub, il più grande della città e molto caratteristico, dove servono abbondantissime porzioni di cibo tipico. Con le pance piene facciamo una passeggiata fino al Danubio e attraversiamo il ponte Novy Most per ammirare lo splendido castello illuminato e infine torniamo in albergo.

Vista sul castello di Bratislava illuminato. Sulla destra, il ponte Novy Most.

Giorno 5: Devin – Graz – Klagenfurt

Il nostro tour tra Vienna, Auschwitz e Bratislava sta per concludersi, ma per rendere meno pesanti le circa nove ore di strada che ci separano da casa, inseriamo qualche tappa lungo il percorso. Prima di lasciare la Slovacchia andiamo al Castello di Devin, dove si trovano le rovine di un castello medievale, nel punto strategico di confluenza tra i fiumi Danubio e Morava. Il castello apre alle 10.. troppo tardi per noi, facciamo quindi due passi lungo il fiume e risaliamo in macchina.

In Austria decidiamo di fermarci a Graz per pranzo. La città ci incanta per la sua eleganza e i palazzi raffinati, merita certamente di tornarci con più calma. Poco più tardi facciamo una sosta anche a Klagenfurt, il capoluogo della Carinzia, che ha un centro storico piccolo ma molto affascinante. Passeggiamo tra le viette, ammiriamo le due piazze principali e visitiamo la Cattedrale. Per chiudere in bellezza, ci concediamo un’ultima merenda a base di torte e caffè con panna.

Centro storico con palazzi colorati
Il grazioso centro storico di Klagenfurt am Wörthersee

È arrivato il momento di tornare in macchina e fare rotta definitiva verso casa. Questo viaggio tra Vienna, Auschwitz e Bratislava è stato breve, ma molto intenso, non solo per i chilometri percorsi in pochi giorni, ma per i luoghi bellissimi e quelli atroci visitati. La visita di Auschwitz in particolare è qualcosa che colpisce davvero e che sai ti rimarrà nella memoria molto a lungo.

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